mercoledì, 20 giugno 2007,13:34

Ogni tanto succede che in me riaffiorano strane sensazioni, che non riesco a spiegare e che forse Montale definirebbe "male di vivere"...
Non so, comunque meglio postare qualcosa di saggio: non sono in vena di scrivere oggi, questo è certo.

 Il bambino guardava la nonna che stava scrivendo una lettera.
A un certo punto, le domandò: "Stai scrivendo una storia che è capitata a noi? E che magari parla di me." La nonna interruppe la scrittura, sorrise e disse al nipote: "E' vero, sto scrivendo qualcosa di te. Tuttavia, più importante delle parole, è la matita con la quale scrivo. Vorrei che la usassi tu, quando sarai cresciuto." Incuriosito, il bimbo guardò la matita, senza trovarvi alcunchè di speciale.
"Ma è uguale a tutte le altre matite che ho visto nella mia vita!" "Dipende tutto dal modo in cui guardi le cose. Questa matita possiede cinque qualità: se riuscirai a trasporle nell'esistenza, sarai sempre una persona in pace con il mondo. Prima qualità: puoi fare grandi cose, ma non devi mai dimenticare che esiste una Mano che guida i tuoi passi. 'Dio': ecco come chiamiamo questa mano! Egli deve condurti sempre verso la sua volontà. Seconda qualità: di tanto in tanto, devo interrompere la scrittura e usare il temperino. E' un'azione che provoca una certa sofferenza alla matita ma, alla fine, essa risulta più appuntita. Ecco perchè devi imparare a sopportare alcuni dolori: ti faranno diventare un uomo migliore. Terza qualità: il tratto della matita ci permette di usare una gomma per cancellare ciò che è sbagliato. Correggere un'azione o un comportamento non è necessariamente qualcosa di negativo: anzi, è importante per riuscire a mantenere la retta via della giustizia. Quarta qualità: ciò che è realmente importante nella matita non è il legno o la sua forma esteriore, bensì la grafite della mina racchiusa in essa. Dunque, presta sempre attenzione a quello che accade dentro di te. Ecco la quinta qualità della matita: essa lascia sempre un segno. Allo stesso modo, tutto ciò che farai nella vita lascerà una traccia: di conseguenza, impegnati per avere piena coscienza di ogni tua azione."
Paulo Coelho

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martedì, 19 giugno 2007,13:28

Oggi è un giorno molto speciale... caspita, mentre scrivo ho il cuore a mille... sì, oggi è un giorno super speciale, perchè Cucciolo e Coccinella si sono messi insieme!
Piccino, ti voglio un bene che neanche  riesco a descrivere, grazie per essere entrato nella mia vita, grazie di esistere! non aggiungo altro, questo momento è magico e tutte le parole potrebbero risultare banali... ti voglio troppo bene...
ti mando tantissimi baci dolcissimi, mio caro ometto zuccherato!

 

 

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giovedì, 14 giugno 2007,13:10

Proprio qualche minuto fa, facendo delle ricerche su internet, ho letto "per caso" ("Per caso" l'ho scritto tra virgolette perchè, a mio avviso, nulla accade per caso, ma anche i più piccoli avvenimenti di ogni giorno hanno un significato ben preciso, sono come dei messaggi, che spesso non comprendiamo, ma che abbiamo il compito di decifrare n.d.r.) una bellissima poesia di Kahlil Gibran, che ho deciso di postare sul mio blog e di dedicare a tutti coloro che, per i più disparati motivi,  hanno paura di accogliere l'amore nella propria esistenza.

"Quando l'amore vi chiama seguitelo. Anche se le sue vie sono dure e scoscese. E quando le sue ali vi avvolgono, affidatevi a lui. Anche se la sua lama nascosta tra le piume potrebbe ferirvi. E quando vi parla, abbiate fiducia in lui. Anche se la sua voce può infrangere i vostri sogni come il vento del nord devasta un giardino. Perché l'amore come vi incorona, allo stesso modo può crocifiggervi. E come vi fa fiorire, allo stesso modo vi recide. Allo stesso modo in cui ascende alle vostre sommità e accarezza i vostri rami più teneri che fremono nel sole, così può scendere fino alle vostre radici e scuoterle fin dove si aggrappano alla terra.
Come covoni di grano vi raccoglie intorno a sè.
Vi batte fino a spogliarvi.
Vi setaccia per liberarvi dai vostri gusci.
Vi macina fino a ridurvi in farina.
Vi impasta rendendovi malleabili.
Poi vi affida alla sua sacra fiamma, per rendervi pane sacro per il sacro banchetto di Dio.
Tutto questo vi farà l'amore perché conosciate i segreti del vostro cuore, e perché in quella conoscenza diveniate un frammento del cuore della vita.
Ma se nella vostra paura dell'amore cercherete solo il piacere e la pace, allora meglio farete a coprire la vostra nudità e ad abbandonare l'aia dell'amore per il mondo senza stagioni dove potrete ridere, ma non tutte le vostre risate, e piangere, ma non tutte le vostre lacrime.
L'amore non dà nulla se non se stesso, e non prende che da se stesso.
L'amore non possiede, né può essere posseduto. Perché l'amore basta all'amore. E non potete pensare di comandare il cammino dell'amore: se vi trova degni, è lui a dirigere il vostro cammino. L'amore non ha altro desiderio che realizzare se stesso."

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martedì, 12 giugno 2007,13:37

Ciao...
Piove di brutto questo 12 giugno 2007, piove sui tuoi diciotto anni... Ma non ti preoccuapare, perchè, come le spose, anche le diciottenni bagnate sono fortunate!
Hai raggiunto anche tu questo traguardo importante: ora possiamo continuare a camminare insieme, sotenendoci, sopportandoci, consolandoci e alleviando quel dolore al cuore che troppo spesso lacera  carne e anima... ma si sa, amare è complicato...
La verità, cara Antonella, è che ho paura: volevo scrivere questo post da giorni, ma l'ispirazione non arrivava, me l'hai regalata tu questo pomeriggio, con le parole scritte sul tuo blog.
Ebbene sì, ho paura, perchè sto diventando una donna, perchè sento forte sulle mie spalle il peso di questa vita, che puntualmente mi presenta  il suo conto, una vita che, a volte, corre più veloce di me, che sa mettermi con violenza con le spalle al muro, imponendomi un caro prezzo da pagare per ogni mio errore; ho paura, perchè sto conoscendo una persona speciale e con lei non voglio sbagliare nulla: non voglio ferirla, desidero mettermi in gioco e aprirmi totalmente per farmi conoscere per quella che sono realmente, come forse non ho mai avuto il coraggio di fare con nessuno.
E poi ci sei tu, la mia migliore amica, sempre con la risposta pronta ad ogni mia domanda, saggia e con il consiglio giusto a portata di mano; quell'amica che ha il coraggio di sbattermi in faccia la realtà quando commetto degli errori o esagero nei miei entusiasmi, senza mai giudicarmi... E nei momenti più bui, mi consola pensare che tu non mi volterai mai le spalle... e come te altre poche persone...
Ora ti lascio andare: oggi è il tuo giorno, non ti tratterrò qui con queste inutili chiacchiere, non oggi...
Tanti auguri, amica mia...

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sabato, 09 giugno 2007,14:13

E' impressionante il potere della musica!
Ero assorta nei miei quiz di scuola guida e ascoltavo la canzone che scrivo per te dei Marlene: ad un certo punto sono cresciute in me delle forti emozioni, riuscivo a percepire certe sensazioni, provate l'estate scorsa: la dolcezza della bella stagione estiva, il colore del mare, il rumore delle onde, l'odore di salsedine sulla pelle, i raggi caldi del sole di mezzogiorno e il sapore della frutta fresca, consumata in spiaggia insieme con i miei amici.
Che centra, direte voi, questa bellissima canzone dei Marlene con l'estate? in effetti non centra niente, ma la prima volta che l'ho ascoltata è stato proprio a giugno dell'anno scorso e le sue note mi hanno accompagnata per tutta l'estate 2006.
Be', che altro dire? W la musica!

p.s. piccino, mi ha fatto piacere che tu abbia letto il mio blog... spero che ci ritornerai presto... grazie per il commento! tvtrb...

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venerdì, 08 giugno 2007,14:28

Ebbene sì, l'ispirazione mi è tornata nel giro di dieci minuti! come mai? mi è bastato riprendere in mano un bel libro, letto e riletto, per ricordarmi di una frase bellissima e densa di significato, almeno per quanto concerne la mia esperienza di vita:

Noi donne siamo così, c'illudiamo che tutto dipenda da noi, che bastava spostare una virgola per cambiare il destino

Questa frase, io, ce l'ho sulla pelle, mi riempie cuore e mente, mi scorre nelle vene; invade tutto il mio corpo e anche lo spirito se ne nutre: e sapete cosa provoca? dolore, solo dolore.
Facendo esperienza, mi sono resa conto di come io sia capace di addossarmi tutte le colpe e le responsabilità per il buon esito o meno di una storia; sono capace di tacere se l'altra persona mi ferisce, per paura di ferirla a mia volta; penso di dovermi fare sempre e solo io in quattro, per paura di dare poco.
Ma ora sono stanca di dover spostare le virgole da sola, desidero al mio fianco una persona che mi sostenga e mi sappia volere veramente bene...

 

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venerdì, 08 giugno 2007,14:02

Sono questi i momenti che odio di più: quei momenti in cui non riesco a scrivere nulla, a mettere nero su bianco i miei pensieri, in modo da riordinare la mia mente, rendendola più lucida. 
Fino ad un anno fa, questo problema non si poneva: quando decidevo di scrivere le dita correvano come impazzite sulla tastiera e nessuno poteva fermarle... ma, ormai, non è più così e non riesco a spiegarmi il perchè: sono forse diventata meno riflessiva? oppure sono semplicemente "fuori allenamento"?

voglio scrivere!

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lunedì, 14 maggio 2007,22:13

Stasera una persona speciale ha ribadito che chi è sincero e, più in generale, chi è corretto con gli altri, (come lo è questa persona) finisce sempre per rimanere fregato.
Be', io credo che all'apparenza può essere così, ma sono più che convinta che la vita premia sempre chi è onesto e corretto con se stesso e con gli altri.
E spero che questa persona speciale non cambi mai.

 

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domenica, 06 maggio 2007,09:34

Questa mattina, mentre facevo colazione, mi sono ritrovata a guardare Screensaver.
Mi ha colpita il servizio sulla condizione delle donne in Medio Oriente, donne che devono lottare per poter fare sport, per poter votare, per poter studiare... Donne che devono continuamente fare i conti con il giudizio della gente, semplicemente perchè vogliono sfruttare al massimo le proprie capacità e avere obiettivi da raggiungere.
Bene, mi sono resa conto di come queste donne vivano più intensamente di quanto non faccia io, pur avendo meno possibilità di me e, soprattutto, meno libertà; credono ancora in qualcosa, sono spinte dalla passione a lottare, accontentandosi di quel poco che, giorno dopo giorno, riescono ad ottenere. Così, ho realizzato quanto io, in molte occasioni, riesca ad essere superficiale, di quanto sia capace di essere ingrata con questa vita che mi dà tanto, mentre io, perennemente insoddisfatta, voglio sempre di più, senza nemmeno godere di ciò che già ho.
Eppure, tante volte, ho desiderato le cose semplici, come riuscire a ritrovare la serenità in famiglia e la pace con me stessa  e con gli altri; desidererei sentimenti spontanei e sinceri, capaci di sorvolare pregiudizi e rancori; vorrei riuscire a godere di tutto ciò che ogni giorno vivo, dallo studio, alle chiacchiere con gli amici, al dialogo in famiglia; vorrei sorridere semplicemente perchè fuori c'è il sole e io posso ancora guardarlo, perchè respiro, cammino, penso, parlo... e invece non riesco a d apprezzare niente e finisco per sporcare tutto ciò che ho di più bello. 

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mercoledì, 02 maggio 2007,20:47

Amo scrivere i miei pensieri, adoro scrivere di me.
Fin da quando ero piccola scrivo dei "diari" (se così si possono definire!), diari che non conservo, che getto via; solo un diario conservo ancora, l'ultimo, quello che ho condiviso in gran parte con una persona importante: ora, però, non scrivo più quelle pagine.
A dire il vero, quest'anno non ho scritto molto, forse perchè mi sono imposta di imparare a parlare di più; tuttavia, sento la solita forte esigenza di raccontarmi in litri di inchiostro nero (o meglio, in milioni di caratteri Times New Roman, visto che ormai utilizzo il pc per scrivere).
Purtroppo, però, devo ammettere che scrivere non mi riesce più facile come una volta: i miei pensieri non scorrono più veloci come un fiume in piena, ormai stento a sentire quell'ispirazione irrefrenabile che mi tiene legata ad una penna (anzi, alla tastiera!). Le parole si fanno trovare con fatica.
In definitiva, devo riconoscere che ora come ora trovo difficoltà nel raccontarmi, non più soltando parlando, ma ache scrivendo, cosa che prima mi riusciva naturale come respirare. Ma voglio sforzarmi, perchè scrivere mi aiuta a riordinare i pensieri, a capirmi un po' di più ma, soprattutto, mi provoca un infinito piacere, perchè sento di avere uno spazo solo per me, un momento in cui venire a contatto con sentimenti e sensazioni che mi fanno sentire più umana e meno superficiale e apatica.
Eppure, scrivere di sé è molto pericoloso, in quanto c'è il rischio di provare piacere autocommiserandosi, nel momento in cui vengono fuori i propri problemi, i propri dolori e le proprie angosce; del resto, credo che per scrivere di sé si debba essere un po' masochisti,  provare piacere nel soffrire e nel mostrare agli altri il proprio dolore... ma questo non mi va per niente a genio, visto che non amo essere comprensiva  con me stessa e presentarmi come la povera vittima, segnata da una sorte a lei avversa! Ho imparato che non serve piangersi addosso e chiedersi "perchè capitano tutte a me?"; ho imparato che bisogna lottare, che si abbia torto o ragione.
Bene, sono uscita fuori traccia, visto l'argomento trattato nel post appena scritto... Ora è meglio che spenga il pc. Buona notte.

P.S. Se qualcuno ha voglia di dire il perchè scrive, lo faccia pure lasciando un commento nel mio blog. 

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